Giornata Internazionale della Donna

Se c’è un vero desiderio, se l’oggetto del desiderio è veramente la luce, il desiderio della luce produce la luce.

Simone Weil

E’ un periodo duro, questo, pieno di eventi tragici e, soprattutto, folli; sembra che abbiamo perso la luce del pensiero, andando a rifugiarci in un’incoscienza pericolosissima per il futuro dell’umanità. Un’incoscienza felice nell’umiliare la ricerca del sapere, etichettando quest’ultima nei più svariati e infamanti modi.

Ma, a dispetto di tutto questo, desidero celebrare la Giornata Internazionale della Donna facendo alcune considerazioni, forse scorrette, secondo il discorso politically correct dominante; considerazioni che hanno la presunzione di ergersi come un faro verso il ristabilimento dell’equilibrio tra i poli maschile e femminile dell’esistenza umana.

Un’esistenza che, nel mio orizzonte di pensiero, è duale, sia nelle sue manifestazioni esteriori, che in quelle interiori.

C’è sempre speranza.

Antefatto

Ho assisitito, negli ultimi tempi, a misere scenette in cui esseri umani di sesso maschile indossavano indumenti quali gonne, calze di nylon o scarpe col tacco, in segno di “rispetto” e “vicinanza” verso esseri umani di sesso femminile.

Davvero pensiamo che possano essere dei semplici accessori a rendere una donna donna?

Una donna è, quindi, solo calze nere e tacchi, rossetto e smalto? Una gonna? Una borsa?

Davvero la considerazione verso il femminile si riduce ad una pagliacciata estetica, per quanto il linguaggio televisivo, essendo prettamente visuale, non possa essere che irrimediabilmente superficiale? Tutto questo è molto triste.

E’ questo il tanto decantato rispetto?

Simone Weil

Era molto diversa dai compagni d’università, fisicamente minuta e poco femminile. A Simone, questo, non importava, perché la sua grandissima sensibilità, unita ad una intelligenza sopraffina che utilizzava per penetrare il mondo, la rendevano comunque unica e non ignorabile.

La sofferenza di qualsiasi persona era la sua, al punto da decidere di abbandonare il suo incarico da insegnante per lavorare in fabbrica, o nei campi. O per partire volontaria contro i franchisti in Spagna.

Rispetto assoluto verso l’essere umano, ecco l’orizzonte di Simone Weil.

Bramava una società nuova, fondata sulle esigenze dell’anima; partecipava della natura umana nella sua interezza, senza preoccuparsi della propria fragilità fisica.

Simone aveva un fuoco inestinguibile, dentro.

Ciò che è sacro, lungi dall’essere la persona, è quello che in un essere umano è impersonale. Tutto ciò che nell’uomo è impersonale è sacro

Ecco, è il fatto stesso di essere umani la cosa più importante; io trovo che, facendo le pagliacciate di cui sopra, ci si dimentichi di questo. Siamo tutti esseri umani, a prescindere dal modo in cui ci acconciamo. Riconoscere il valore REALE e le peculiarità di ognuno di noi è l’unica via per un effettivo rispetto.

Non saranno un asterisco, un’improbabile e orribile lettera al rovescio o l’indossare i tacchi ad avvicinarci; penso che occorra andare oltre l’esteriorità del corpo per focalizzarsi sulle caratteristiche uniche che ogni donna e ogni uomo possiedono in sé.

C’è urgente bisogno di togliere i pesi culturali all’eterno femminino, per bilanciare l’eccessivo peso del mascolino e ritrovare l’equilibrio, a partire dall’interiorità di ognuno; poiché è dentro di noi che bisogna unificare i due principi, riconoscendo la dualità come fulcro della vita terrestre.

Uniti, come nell’abbraccio di Shiva e Shakti, potremo essere molto più di semplici individui. Saremo esseri completi in grado di costruire un nuovo mondo, fondato davvero sull’esienze dell’anima.

Questo è il mio augurio per questa giornata internazionale della donna.

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