La Vita è invincibile

E se vivere fosse morire?

Mi spiego meglio, utilizzando una metafora musicale: il primo passo di una qualsiasi danza, come mi ha insegnato un grande percussionista, Michael Spiro, nasce da un movimento della gamba che inizia ben prima della sua nota iniziale.

Iniziare a danzare è perdere l’equilibrio, tecnicamente è un cadere.

È un atto d’amore; come quando, di fronte agli occhi di una persona amata, il respiro si ferma, sopraffatto. È solo un attimo, quasi una molla caricata in vista del proprio, successivo, scattare.

Spesso, nella mia vita, mi sono trovato al capezzale di persone in procinto di lasciare questo mondo e, in quei momenti, mi sono sempre chiesto come potesse essere, che cosa vi si provasse: terrore, gelo, calore? Poi, smisi di preoccuparmene: sarebbe stato come focalizzarmi sull’ultima nota di una canzone, senza poter nemmeno immaginare l’inizio del brano successivo.

A questo servono gli album musicali, a ricordarci che, finita una canzone, ne inizia un’altra!

E allora, oggi, abbiamo la donazione degli organi, le eredità, i lignaggi e, perché no, il credo nella reincarnazione; tutto per ricordarci che la vita è invincibile, proprio perché racchiude in sé sia la fine che l’inizio.

Questo articolo vuole rappresentare, quindi, una speranza: persino la più buia oscurità, quella di questo infausto periodo storico, ad esempio, è sempre preludio di una rinascita. Possiamo abbatterci, piangerci addosso, suicidarci. Oppure possiamo costruire la persona che avremmo sempre desiderato essere ma che, per conformismo o convenienza, abbiamo sempre evitato come la peste. Le condizioni esterne non possiamo cambiarle. Quelle interne si, invece.

Restiamo aperti, pronti a cogliere le opportunità che ogni momento storico procura. Apriamo gli occhi al nuovo ed il cuore ai nuovi che verranno. Accendiamo un fuoco, perché nell’oscurità è freddo ed il calore, invece, è vita.

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