…fuggo lontano trattengo a stento il furore.




L’Iran odia le donne. E la civiltà. E la vita. L’Iran è fermo al medioevo. I giovani vogliono un cambio di regime, perché non ne possono più della teocrazia. Vogliono la libertà americana!
Quante volte abbiamo ascoltato queste cazzate? La cultura iraniana è una delle più antiche e ricche del pianeta.
Ecco, ho salvato, l’anno scorso, alcune storie postate dal canale Al Jazeera, in cui si raccontano le vite di alcune delle persone morte in seguito all’attacco israeliano.
Cazzo, le ragazze sono senza velo! Scrivono poesie! Sono giornaliste!
Quindi: di cosa stiamo parlando, oggi, inneggiando ad una rivolta teleguidata, attuata da gente armata come Rambo che incendia autobus? Che, per inciso, è ufficialmente dovuta al carovita e all’inflazione, che sono figli delle sanzioni economiche americane? Di cosa stiamo parlando?
Sento tanto parlare di risveglio quantico, di persone che stanno uscendo dalla Matrix: non penso affatto sia così. Penso che questo sia il periodo più oscuro dell’intera storia umana, in cui a fronte della possibilità di trovare informazioni, le persone infilano la testa nella sabbia dei propri preconcetti, vanificando secoli di evoluzione e studio.
Siamo marionette agitate dai media come se fossimo in un teatrino di strada. E non ce ne accorgiamo, nascosti dietro ad una laurea ed a un master.
No, nessun risveglio. Solo dolore. E pena.





