Il mare come un oscuro abbraccio ghermisce la fragile barca, indirizzandone la rotta incurante delle urla disperate della bussola.
Possibile è ancora il mio avvenire, e anche se il piede potrà risuonare sul porfido di nuove, incredibili città, il mio cuore è rimasto stretto a quella mano sulla spiaggia, sporco di quella sabbia bruciata, pesante del piombo infero dell’ingiustizia.
Sveglia son io e calore terreno
il canto del bosco, richiamo osceno
la neve d’estate e il ringhio violento
che chiama ogni uomo all’arruolamento.