Perché offrire l’arte ai piccoli è importante.

Penso che sia importante offrire l’arte, in qualsiasi aspetto essa si presenti, ai bambini, sin dai primi anni di vita. Proporgli musica di qualità, pittura, scultura, fotografia, assecondando le loro inclinazioni naturali è fondamentale per uno sviluppo completo degli emosferi cerebrali e dello spirito.

Perché?

Senza entrare nel dettaglio dei numerosi studi che hanno dimostrato come l’esposizione alle arti, in primis la musica, abbia un potente effetto sulle capacità cognitive, voglio portare, qui, alcuni esempi pratici del perché sia importante.

Un bambino che vive immerso in un ambiente ricco di stimoli positivi e culturalmente ricercato, tende ad avere una maggiore capacità di maneggiare le proprie emozioni e, quindi, le risposte che si trova a dare nelle relazioni sociali. Offrire l’arte ai piccoli è importante per migliorare la società!

Attenzione: questa non è una legge assoluta! Può capitare che ciò non avvenga.

Un bambino immerso nel suono ha la possibilità di affinare l’ascolto, riconoscendo la ricchezza del mondo sonoro in cui viviamo, riuscendo a fare distinzioni anche molto fini tra le diverse sonorità. Questo comporta, in molti casi, lo sviluppo di una capacità di ascolto forte, così importante nella nostra società proprio perché quasi scomparsa.

Non ascoltiamo più se non per preparare la nostra risposta

Io credo che l’ammirare la bellezza di un quadro o di una scultura, aiuti a ricercarla nella vita quotidiana, nelle azioni che si compiono, nel gioco, nel lavoro, quando ormai divenuti grandi.

Qualche anno fa proposi alla mia bambina alcuni dvd di storia dell’arte; ricordo che fu una bella esperienza e che rimase molto colpita da alcune madonne con bambino di Raffaello, soprattutto dalla Madonna del Belvedere.

Ma non solo, nelle successive visioni le piacquero anche le opere di Matisse, di Chagall e Michelangelo.

Da parte mia, nel mio primo disco A Guardia dei Sogni, scrissi un brano dedicato a lei, partendo dal libro di Morselli Dissipatio HG e, soprattutto, dalla Vocazione di San Matteo caravaggesca, stimolandola, così, a guardare anche quest’opera di un autore per certi versi ostico, per un bambino.

Esperienze

Lo so, io parlo molto più spesso di musica che delle altre arti, perché è la mia forma espressiva preferita. Secondo me la musica andrebbe proposta sin dall’asilo ai bambini, sotto forma di esperienza pratica.

Ho condotto numerosi laboratori ritmici in asili, scuole e centri estivi, riscontrando un grande interesse da parte dei piccoli utenti, sia durante l’esperienza che successivamente, a casa.

Ho notato spesso che bimbi inizialmente timidi o addirittura oppositivi modificano il proprio atteggiamento iniziale per godersi l’esperienza, desiderosi persino, alla sua fine, di rifarla al più presto.

Altri, stranieri e con una conoscenza molto scarsa della lingua italiana, superano questo, apparente, ostacolo per suonare assieme al gruppo, utilizzando quella che mi piace chiamare la lingua universale per eccellenza.

Un altro esempio tratto dalla mia vita personale: ho portato diverse volte mia figlia Nausicaa al museo, sicuro che, in qualche modo, quelle visite le sarebbero piaciute.

Siamo andati al MAO e all’Egizio di Torino; alla Reggia di Venaria, alla Galleria d’Arte Moderna di Rivoli. Abbiamo ammirato Monet Experience e Salgado. Abbiamo visitato la riproduzione della grotta Chauvet, in Ardèche, le cui pareti sono ricoperte di straordinarie pitture rupestri. Partecipiamo spesso a concerti, sia miei, (naturalmente), sia di altri artisti. Ed ascoltiamo ogni giorno musica assieme, avendo rinunciato, io, alla televisione ormai 19 anni fa.

Alcune di queste esperienze le sono piaciute molto, mentre in altre ha trovato altri modi di intrattenersi.

Conclusione

Quello che, secondo me, è importante è che ci siamo andati, che abbiamo vissuto frammenti di sublime assieme, che abbiamo arricchito il nostro spirito. Non ricorderà nulla, da grande? E’ possibile. Anche probabile.

Ma non importa, perché quella ricchezza sarà sempre in un cantuccio dentro di lei, pronto a sbocciare e a dare i propri frutti.

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