Informarsi, oggi, è diventata un’attività deleteria. Informarsi è mettere le mani nella merda del mondo, affondarci le braccia, le spalle, il viso. Cercare brandelli di verità in quel mare infinito di pagine internet, cartacee, sentito dire, veline, è difficile, faticoso e deprimente, perché una volta pervenuti alla conoscenza di qualcosa, come si fa a capire se questa sia attendibile, o se sia, invece, un cumulo di bugie o di mezze verità?
E ancora, come comprendere il senso profondo di alcune delle notizie in cui ci si imbatte, magari dopo ore e ore di ricerca, quando quel senso sfugge al comune nostro vivere la vita, presentandosi come inconcepibile o insopportabile?
Oggi mi sono imbattuto in una di queste notizie: l’intervista a Ronald Bernard, un ex-banchiere dell’elite d’Olanda, del 2017, in cui questo figuro ci parla di riti sacrificali con bambini, di cerimonie oscure, di Lucifero. Sacrifici di bambini, hai letto bene. Nel mare di informazioni che mi giungono giornalmente, questa intervista mi ha colpito per la sua inconcepibilità e per il sospetto accumularsi di notizie con un simile oggetto, a partire dalla pubblicazione dei file del famigerato Jeffrey Epstein che hanno scoperchiato il vaso di Pandora fino ad ora in possesso delle elite mondiali.
Mi ha colpito perché molti di noi parlano di risveglio delle coscienze, di salto quantico, di luce e amore, di fratellanza mentre chi governa questo mondo uccide senza pietà. Anzi, peggio: immola.
Come accettare un simile abominio?
Come inserirlo nella vita di ogni giorno? Quella del lavoro, della costante ricerca di senso negli accadimenti, del pensiero volto alla costruzione di un mondo a portata d’essere umano?
Intanto a scuola qualcuno ha deciso che non si debba più stimolare la capacità di pensare facendo tesoro del passato collegando esperienze e accadimenti, relegando filosofia, storia, italiano, latino, religione al rango di puttanate oscurantiste, spingendo le menti di tutti gli studenti verso l’illuministico e unico orizzonte della scienza, verso un panorama di formule, grafici, dati. Tutte le menti, persino quelle dei non portati a ciò.
Un mondo di dati è un inferno invivibile. Il mondo non è fatto di atomi, ma di storie.
Sono le storie che ci raccontiamo e che raccontiamo a dare forma al mondo. Quindi, dopo aver degradato le materie umanistiche a inutile orpello di un presente ormai molto più avanti, dopo avere annientato la bellezza della cultura, dopo aver glorificato l’oggettività e la ripetibilità dell’esperimento in laboratorio, dopo avere elevato a nuovo divino paramento il bianco camice, si scopre che gli intelletti dei massimi governanti del pianeta sono infervorati dal sacrificio rituale, dal caldo del sangue innocente rappreso su un immondo altare.
Sai quanti bambini scompaiono ogni anno, solamente in Italia? Più di 20000. Si, ventimila, solamente nella nostra minuscola nazione. Quanti vengono ritrovati? Dove finiscono gli altri? Una volta pensavo che gli accadessero cose brutte, mai efferate, ma dopo avere ascoltato quella intervista a Bernard, beh, la mia mente si è bloccata, ferma sulla soglia di un mondo al quale non voglio credere, un mondo per me inconcepibile.
Chiunque sia genitore sa quanta fatica costi l’esserci, quanto sia doloroso il guardare quegli occhi innocenti crescere luminosi quando poco più lontano aleggia l’oscurità del dolore, del fallimento, della sofferenza, della povertà, della guerra. Quanta sofferenza nel vederli cadere. Nel sentirli chiedere aiuto sapendo di non poterglielo dare nel modo in cui loro lo chiedono.
E dopo tutto questo arriva un maledetto bastardo a portartelo via per un sacrificio rituale. No. Non è sopportabile questo pensiero.
Purtroppo con questo articolo non riesco ad accendere alcuna luce; non riesco davvero a vedere un futuro per l’umanità, a meno di un intervento divino che riporti l’ordine.
Un diluvio che si abbatta sulle coscienze e spazzi via quelle sudicie.
Penso che ci sia rimasto solo Dio, ormai. Indietro non si torna più. La scienza ha già distrutto abbastanza questo mondo, rendendo pensabile ogni cosa tecnicamente possibile. Che si faccia da parte, ora.





